Sopra il matroneo vi è un cleristorio molto alto per rinforzare le volte a crociera. Nella cripta del duomo si trovano le reliquie del santo, conservate in una semplice urna del IV secolo ricoperta da una lastra di pietra e sorretta da colonne di spoglio. Coordinamento sito Unesco c/o Museo Civico d'Arte Viale Vittorio Veneto, 5 - 41124 Modena Telefono: +39059 2033122 - Fax: +39 059 2033110 – 1. agg. Il Duomo di Modena è uno degli edifici più importanti della città e presenta una maestosa facciata, ricca di dettagli interessanti da conoscere. Desumibile stilisticamente da Piero della Francesca contiene una Madonna aureolata d'oro che spicca fra Santi; in alto è rappresentato il Giudizio universale. Queste porte non riscossero però l'approvazione di buona parte dei cittadini, che le giudicavano troppo moderne e non in armonia con la facciata. Il sarcofago, custodito entro una teca di cristallo, viene aperto ogni anno in occasione della festa del santo stesso (31 gennaio) e le spoglie del santo, rivestite degli abiti vescovili con accanto il pastorale, vengono esposte alla devozione dei fedeli. Le quattro mensole che sostengono il pontile più internamente riportano telamoni, Sansone che smascella il leone (esterno destro) e un Leone che divora un peccatore (esterno sinistro). Il pulpito centrale di Enrico da Campione (1322) è ornato di statuine in terracotta opera di plastici modenesi aggiunte nei secoli successivi. Nel 1944 una parte del lato sud venne parzialmente danneggiata da un bombardamento e presto restaurata. Esso si inserisce nell’ambito di un nutrito gruppo di edifici religiosi del Medioevo europeo riconosciuti patrimonio dell’umanità. La Porta regia non esisteva nel Duomo di Lanfranco ed è opera dei maestri campionesi, databile fra il 1209 e il 1231 mentre si svolgevano anche i lavori nel presbiterio. Questa cerimonia avvenne in forma solenne alla presenza del papa Pasquale II, di vescovi e abati, della contessa Matilde e del popolo, attento e vigile durante la ricognizione del sepolcro e la traslazione nel timore che vi potessero essere furti di reliquie, allora oggetto di fiorente commercio[5]. Le sculture che esaltano le capacità scultoree dei Campionesi sono nei rilievi che ornano l'ambone con le figurazioni dei dottori della Chiesa in atto di scrivere su ispirazione di un angelo o di una colomba, simbolo dello Spirito santo, dei simboli degli Evangelisti, di Cristo in maestà e di Cristo che risveglia gli apostoli nel Getsemani. Queste sculture si attribuiscono alla scuola di Wiligelmo: esse si caratterizzano per un grande controllo dei mezzi espressivi che genera composizioni equilibrate ed eleganti. e saliente m. [part. Modena - Duomo - Facciata e Torre Ghirlandina. San Paolo a Ripa d'Arno a Pisa La facciata a salienti, o più in generale copertura a salienti, è un termine architettonico usato per definire la forma della facciata di un edificio, solitamente una chiesa, quando, come suggerisce il termine stesso, la copertura presenta una successione di spioventi posti a differenti altezze. Il suo stile viene accostato a quello dei contemporanei scultori provenzali, così come quello degli allievi di Wiligelmo è avvicinato agli scultori borgognoni. La decisione presa dal popolo, in piena indipendenza rispetto ai poteri imperiali ed ecclesiastici, è indicativa dell'aspirazione all'autogoverno e alla libertà dei modenesi. In quel giorno venne posata la prima pietra del Duomo di Modena, splendido esempio di arte romanica che stupì i contemporanei, e che continua tuttora a sorprendere per la sua straordinaria bellezza e originalità. Il Duomo di Modena Il Duomo di Modena è tra i maggiori monumenti della cultura romanica in Europa, riconosciuto nel 1997 dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, assieme alla sua torre Ghirlandina e all’adiacente Piazza Grande.Il Duomo fu fondato il 9 giugno del 1099 per iniziativa delle varie classi sociali cittadine, come affermazione dei valori civici, culturali […] Il Duomo di Modena ha una facciata a salienti, e se guardiamo solo la facciata vediamo che già questa chiarisce quali sono gli spazi interni, tanto è vero che i contrafforti individuano la navata centrale, e anche lateralmente la chiesa è contraffortata. Degli ultimi decenni del Trecento è il polittico del pittore modenese Serafino de' Serafini situato nell'abside di sinistra e rappresentante l'Incoronazione della Vergine, la crocefissione e Santi. All'esterno l'articolazione dello spazio riflette quella interna, una teoria di loggette ad altezza di "matroneo", cinge tutto il perimetro del Duomo, racchiuse da arcate cieche. Il vescovo tuttavia continuò a risiedere presso la chiesa principale di Mutina, dove erano conservate le spoglie del santo patrono; col tempo attorno alla chiesa (che sorgeva all'esterno delle mura romane) si venne a formare un nucleo abitativo, che diventò, ed è ancora oggi, il centro di Modena, seguendo un andamento a raggiera lungo le vie d'acqua che attraversavano la città.[2]. Si è inoltre proceduto a restaurare il rosone, che si è constatato essere piuttosto instabile, sia per quanto riguarda le colonnine (smontate e rimontate una a una) sia per quanto riguarda le vetrate policrome quattrocentesche; queste ultime in particolare hanno subìto approfondite analisi eseguite dall'Università di Padova, volte a identificare le parti non originali rimpiazzate spesso malamente col passare dei secoli (e delle guerre) da vetri di scarsa qualità, col fine di sostituirle definitivamente con materiali più consoni. Sul duomo di Modena esistono altre porte, due sul fianco in piazza e una verso nord. Sotto al polittico si trova una lastra marmorea con la croce e animali che si fronteggiano del IX secolo, che proviene dalla prima cattedrale poi andata distrutta. Pure opera di uno scultore della scuola wiligelmica è la decorazione della Porta dei principi il cosiddetto Maestro di San Geminiano. Di Cristoforo sono anche i quattro pannelli intarsiati in legno appesi alle pareti del presbiterio che si caratterizzano per la capacità di rappresentare le fisionomie dei ritratti dei quattro Evangelisti oggetto degli intarsi. Esterno: La facciata è a spioventi (a salienti) con due grandi paraste/contrafforti ,corrispondenti alle navate. Anche questo scultore, pur apprezzabile, non ha la forza espressiva e la tensione del suo maestro: i suoi telamoni nei capitelli non sono schiacciati dal peso che sopportano come quelli di Wiligelmo, il lavoro nelle allegorie dei mesi non è più come quello di Adamo ed Eva della lastra della facciata una condanna in espiazione del peccato, così pure non vi è drammaticità nella cavalcata della leggenda di re Artù, più simile a una passeggiata che a una battaglia. Il Duomo di Modena e l’Abbazia di Nonantola ci parlano attraverso le loro figure. Questo motivo dà ritmo all'edificio scandendo l'articolazione dello spazio con un gioco di chiaroscuri. : arco a sesto acuto saliente, l’arco a ogiva dell’architettura gotica (quando si voglia distinguerlo, per es., dal sesto acuto moresco); acque saliente, acque di falda che risalgono in superficie zampillando. Una lingua universale sempre viva che questi agili volumi vogliono rendere ancora più chiara ed attuale per tutti. MODENA facciata duomo e torre ghirlandina (D-L 022) EUR 8,00 + EUR 3,00 spedizione . Duomo di Modena: Fu costruito da Lanfranco e si sviluppa su 3 livelli, con 3 absidi e 3 navate, ma privo di transetto. L'antica Mutina era una fiorente colonia romana sulla via Emilia, che nell'alto medioevo era andata quasi completamente distrutta a causa di invasioni, terremoti e di alluvioni, tanto che gli abitanti erano stati costretti ad abbandonare la città per trasferirsi in una località longobarda dotata di mura, che prese il nome di "Cittanova", oggi frazione del comune di Modena. La basilica è preceduta da un quadriportico (cortile di 4 lati). Dei quattro bassorilievi di Wiligelmo che decorano la facciata del duomo di Modena due sono posti ai lati del portale maggiore e due sui portali minori. Comune di Modena. due cervi con una sola testa che si piega verso il basso come per bere. Tra il 2007 e il 2008 il Duomo è sottoposto a restauro consolidativo. Presto divenne un modello per costruire le chiese di tutta l’area padana, per la chiarezza della sua struttura e delle sue forme, e per la bellezza delle sue sculture. Sono da ammirare i capitelli delle numerose colonne, tutti diversi per forma e dimensioni: pochi sono in stile corinzio, gli altri sono con leoni, sirene, animali fantasiosi e uno con la Storia di San Lorenzo. L'organo maggiore del duomo di Modena, a trasmissione elettro-pneumatica, fu costruito nel 1934 dalla ditta Balbiani Vegezzi-Bossi. All'ingresso della navata meridionale si trova un grande affresco attribuito a Cristoforo da Lendinara che, oltre che intarsiatore, fu anche pittore. Tra navata centrale e cripta è posto il pontile decorato dei Campionesi. Si tratta, infatti, di una riproduzione in scala, alta circa […] L'affresco risalente circa al 1472-1476, fu scoperto casualmente nel 1822, ed è stato in parte danneggiato dai bombardamenti del 1944. Si tratta di un'opera di Wiligelmo, cui sono attribuite la maggioranza delle sculture ora localizzate sulla facciata. Nell'aprile del 1934 papa Pio XI l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[1]. Successivamente fino al XIV secolo, generazioni di maestri Campionesi modificarono l'aspetto della costruzione aggiungendo il rosone in facciata, aprendo la Porta Regia, rialzando la parte absidale, lavorando alla Ghirlandina e aggiungendo il pontile presbiteriale. la gru che toglie l'osso dalla gola del lupo. La monumentalità della Porta Regia conferì al fianco meridionale l'aspetto di una seconda facciata. A Lanfranco e Wiligelmo subentrarono a partire dal 1167 alcuni seguaci e le maestranze campionesi, provenienti anch'esse dal nord della Lombardia, precisamente da Campione d'Italia, oggi enclave italiana in Svizzera, da cui il nome. Ciò voleva significare che l'uomo è un essere intermedio, a metà strada tra Dio e l'animale. (+39).059.216.078. Chi passeggia sotto i portici di Palazzo Comunale in piazza Grande potrà vedere nella vetrina dello Iat (Ufficio informazione e accoglienza turistica) la facciata del Duomo di Modena in una versione originale. Esistevano comunque quattro campate già delimitate da arconi, che ancora attraversano la navata e che creavano un ritmo nella struttura parietale, sottolineato anche dalle paraste che prolungano i pilastri, dalle membrature degli archi a tutto sesto e dalle trifore. La bifora divenne poi di stile gotico in seguito a un rifacimento più tardo, A questo scopo l'operazione avvenne con la custodia di un corpo di guardie giurate, scelte in numero di sei dall'ordine dei, Si tratta di nomi in parte latinizzati, e con probabili tratti fonetici e/o grafici attribuibili alla, lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità, Gli organi dal sito ufficiale della Cappella Musicale del Duomo di Modena, disposizioni foniche degli organi a canne, cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta e San Geminiano a Modena, Area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia, Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani, Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla, Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città, Chiesa e convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio, Ferrovia retica nel paesaggio dell'Albula, Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa, Genova: le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli, Longobardi in Italia: i luoghi del potere, Opera dei Pupi, teatro delle marionette siciliano, Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale, Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta, con il Parco, Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Pratica agricola tradizionale della coltivazione della vite ad alberello della comunità di Pantelleria, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese, e il parco delle Chiese Rupestri di Matera, Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi, Villa romana del Casale, presso Piazza Armerina, Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Duomo_di_Modena&oldid=117163741, Chiese dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci con template Immagine sinottico con didascalia e immagine letta da Wikidata, Collegamento interprogetto a Wikibooks presente ma assente su Wikidata, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo.