Più che una caduta, la fine dell'Impero, almeno in Italia, può essere interpretata più come un cambio interno di regime in cui si poneva fine a un'istituzione ormai superata e che aveva perso ogni potere effettivo a vantaggio dei comandanti romano-barbarici. La caduta dell'Impero Romano d'Occidente dunque non sconvolse più di tanto i popoli di allora, i quali, alla fine, non notarono grande differenza tra il prima e il dopo. Le conseguenze della guerra si fecero sentire sull'Italia per alcuni secoli, anche perché la popolazione, per non essere coinvolta, aveva abbandonato le città per rifugiarsi nelle campagne o sulle alture fortificate meglio protette, portando a compimento quel processo di ruralizzazione e di abbandono dei centri urbani iniziato nel V secolo. A partire dal 498 Teodorico nominò uno dei consoli. Il principio generale era l'assegnazione di un terzo delle tenute romane ai Goti; ma, poiché la commissione che aveva il compito di portare avanti la spartizione era sotto la presidenza di un senatore, Liberio, si può assumere che i possedimenti senatoriali vennero risparmiati per quanto possibile. [101] Il declino non coinvolse, tuttavia, tutte le regioni: quelle meno colpite dalla guerra, come la Sicilia o Ravenna, non sembrano aver risentito in misura rilevante degli effetti devastanti del conflitto, mantenendo la propria prosperità. Nel 527 venne incoronato Imperatore d'Oriente Giustiniano I. Egli riuscì a riconquistare nel corso del suo lungo regno gran parte dell'Impero d'Occidente, Roma compresa: tolse l'Italia agli Ostrogoti, l'Africa settentrionale ai Vandali e la Spagna meridionale ai Visigoti. A tal fine, allestì una potente flotta per invadere l'Africa, ma questa, ancorata nei porti della Spagna, fu distrutta dai Vandali con l'aiuto di traditori. [106], Il 13 agosto 554, con la promulgazione a Costantinopoli da parte di Giustiniano di una pragmatica sanctio pro petitione Vigilii ("Prammatica sanzione sulle richieste di papa Vigilio"), l'Italia veniva fatta rientrare, sebbene non ancora del tutto pacificata, nel dominio "romano";[111] con essa Giustiniano estese la legislazione dell'Impero all'Italia, riconoscendo le concessioni attuate dai re goti fatta eccezione per l'"immondo" Totila (la cui politica sociale fu quindi annullata portando alla restaurazione dell'aristocrazia senatoriale e costringendo i servi affrancati da Totila a ritornare a servire i loro padroni), e promise fondi per ricostruire le opere pubbliche distrutte o danneggiate dalla guerra, garantendo inoltre che sarebbero stati corretti gli abusi nella riscossione delle tasse e sarebbero stati forniti fondi per promuovere la rifioritura della cultura. Al senato di Roma, infatti, e non al papa, ebbero certo la mente così l'arcivescovo di Ravenna come l'esarca ribelle.»[117] Tuttavia, giunto a Castrum Luceoli (presso l'odierna Cantiano), Eleuterio venne ucciso dai suoi soldati. Il mito della decadenza e caduta di Roma [modifica | modifica wikitesto]. L'Impero romano nel 117 con Traiano, alla sua massima espansione Germania romana (9), Scozia romana (83), Libia romana (203) Stati clienti e/o zone d'influenza dell'Impero romano nel 117 Evoluzione storica Preceduto da Repubblica romana Succeduto da Regni romano-germanici Impero ottomano Ora parte di Abcasia Albania Algeria Andorra Arabia Saudita Armenia Austria Azerbaigian Belgio Bosnia … Odoacre stesso non era un nemico esterno ma un generale romano di origini barbariche, che rispettò e mantenne in vita le istituzioni romane, come il senato e il consolato, e continuava a governare l'Italia come funzionario dell'Imperatore d'Oriente, pur essendo di fatto indipendente. Anche se era diritto dei Goti scegliersi il proprio re, la scelta doveva essere compiuta con l'assenso dell'Imperatore, in quanto il futuro re avrebbe dovuto essere anche il viceré dell'Imperatore e il suo magister militum in Italia. Dopo l'assassinio di Stilicone nel 408, i Visigoti invasero di nuovo l'Italia, saccheggiando Roma nel 410 e spostandosi poi, sotto re Ataulfo, in Gallia. Non è un caso infatti che fu proprio in Occidente che Teodosio fu costretto a piegarsi supplice per ben due volte di fronte al semplice vescovo di Milano, Ambrogio appunto. Learn vocabulary, terms, and more with flashcards, games, and other study tools. Ella allora scrisse a Giustiniano, chiedendogli se fosse disposto ad accoglierla a Costantinopoli in caso di necessità; l'Imperatore rispose positivamente, e preparò una residenza a Dyrrhachium per l'accoglimento di Amalasunta nel corso del suo eventuale viaggio per Costantinopoli. Pregavalo quindi di ornare costui della patrizia dignità, e ad affidargli il governo dell'italiana diocesi. [99] Giustiniano sfruttò, infatti, l'assassinio di Amalasunta come pretesto per dichiarare guerra al regno ostrogoto. Caduta dell'Impero Romano Appunto di storia con descrizione e spiegazione delle principali cause della caduta dell'Impero Romano con la presentazione degli ultimi imperatori. Se sia Giordane che Marcellino riconoscono il 476 come la data della caduta dell'Impero romano d'Occidente, o dell'Impero romano con sede a Roma, essi non la riconoscono tuttavia come la data della caduta dell'Impero romano tout court; infatti, esisteva ancora la parte orientale dell'Impero. I comites goti giudicavano anche nei processi tra i Goti, come anche nei processi tra Goti e Romani, anche se in questo ultimo caso affiancati da un assessor romano. Oltretutto in quel periodo, il potere del Senato e dell’Imperatore vennero a decadere perdendo tutto il loro valore. [98] Nel frattempo, l'ambasciatore Pietro era in marcia per l'Italia, quando arrivò la notizia dell'uccisione di Amalasunta. In un'occasione, nel 522, l'Imperatore Giustino permise a Teodorico di nominare entrambi i consoli, Simmaco e Boezio. Nel V secolo, infatti, i popoli di ascendenza romana erano ormai stati "privati del loro ethos militare"[3], in quanto lo stesso esercito romano non era altro che un coacervo di truppe federate di Goti, Unni, Franchi e altri popoli barbarici che combattevano nel nome della gloria di Roma. Scarica il pdf (85 Kbs) La Repubblica - Robinson. Ella fu costretta a scrivere una lettera a Giustiniano, assicurandolo che non aveva sofferto alcun torto. Si può concludere, pertanto, che, mentre in Occidente si metteva in evidenza il fatto che Romolo Augusto fosse stato l'ultimo Imperatore d'Occidente, in Oriente, dove gli Imperatori continuavano a regnare, «si dirigeva l'attenzione alla fine di Roma come sede dell'impero occidentale». Anche la corruzione e l'abbandono degli antichi costumi repubblicani, che avevano reso grande Roma, oltre al dispotismo degli imperatori, ebbero un notevole influsso, secondo alcuni storici, sul declino e la caduta finale di Roma. Non bisogna dimenticare però che le ideologie formulate dagli intellettuali riguardo agli imperatori sono diverse da impero orientale a occidentale. Il senato romano, al quale i Goti, per lo stesso principio, non potevano farne parte, continuò a riunirsi e a eseguire le stesse funzioni che compiva nel corso del V secolo. IDEE MOLTO CHIARE CHE USERÒ’ QUANDO AVRÒ’ STORIA IN PRIMA!!! Fu la crisi economico-sociale, insomma, che alla lunga finì per indebolire fatalmente la struttura politico-militare dell'Impero romano d'Occidente, che, già dilaniato dalle guerre intestine (vedi sopra) e devastato da frequenti carestie ed epidemie (allo stesso tempo causa e conseguenza della crisi economica e dell'instabilità politica), alla fine non seppe più resistere con successo alle invasioni barbariche provenienti dall'esterno. [7] Gran parte dell'Europa occidentale era ormai messa alle strette "da ogni genere di calamità e disastri",[23] ed alla fine venne divisa fra i Regni romano-barbarici dei Vandali in Africa, degli Svevi nella Spagna nord occidentale, dei Visigoti in Spagna e nella Gallia meridionale, dei Burgundi tra la Svizzera e la Francia e dei Franchi nella Gallia settentrionale.[24]. Quindi, secondo il punto di vista della cancelleria ravennate, nel 476 non venne affatto detronizzato l'ultimo Imperatore d'Occidente, ponendo fine all'Impero; Giulio Nepote, seppur in esilio in Dalmazia, era infatti ancora formalmente in carica come Imperatore d'Occidente e lo rimase fino al 480, anno in cui fu assassinato in una congiura. Nonostante la perdita di gran parte del suo gettito fiscale, l'Impero d'Oriente non crollò: anzi riuscì persino a riprendersi parzialmente nel corso dei secoli X e XI, sotto la dinastia macedone. [91], Teodorico fu succeduto da Atalarico, sotto la reggenza di Amalasunta. Una volta riuniti Italia e Nordafrica, anche la Spagna sarebbe tornata all'ovile:... infatti, gli Svevi rimasti nella penisola iberica non erano molto pericolosi. Tuttavia, anche in questo caso non si spiega perché il dispotico e greco-orientale Impero bizantino riuscì a resistere benissimo alle invasioni barbariche, a differenza dell'Impero d'Occidente.[59]. Sotto Teodorico, l'Italia fu divisa in comitivae, ognuna delle quali sotto la supervisione di un comes goto. Teodorico, infatti, non aveva figli maschi, in compenso sua figlia Amalasunta aveva ricevuto un'istruzione romana, e aveva sposato nel 515 Eutarico, generando un figlio, Atalarico, tre anni dopo. Qui, dal 455 in poi si succedettero ancora nove imperatori, ormai senza alcun potere effettivo.. Anche l' esercito romano era controllato dai barbari grazie ai … L'obbiettivo di Teodorico era civilizzare il suo popolo integrandolo nella civiltà romana, ma non fece tentativi concreti di fondere le due popolazioni: il suo unico scopo era garantire che le due nazioni potessero vivere insieme in modo pacifico. Gli ambasciatori del senato romano, giunti al cospetto dell'Imperatore d'Oriente Zenone, lo informarono che: «...la città non abbisognava di particolare imperatore, essendo bastante uno a difendere i confini di entrambi gli Stati; e ch'egli [Romolo Augusto] aveva nel frattempo affidato la gestione dello stato ad Odoacre, soggetto idoneo a procurare la pubblica salvezza, essendo eccellente nell'amministrazion della repubblica, e bravo nell'arte militare. Le zone di frontiera, come la Rezia e la Dalmazia, furono poste sotto il comando di duces o principes. Sono state avanzate molte ipotesi per spiegare la decadenza dell'Impero e la sua fine, dall'inizio del suo declino nel terzo secolo[1] alla caduta di Costantinopoli nel 1453.[2]. ricordi i loro nomi? Il calo demografico toccò il suo apice proprio dopo la guerra gotica. La fase delle invasioni barbariche che contribuì alla caduta finale dell'Impero romano d'Occidente ebbe inizio nel tardo IV secolo, quando gli spostamenti degli Unni verso l'Europa orientale finirono per spingere altre popolazioni barbariche a invadere i confini dell'Impero per non cadere sotto il giogo unno.